(Proverbio)
domenica 30 dicembre 2012
Cos'è mai il mondo senza amore?
( W. Goethe da I dolori del giovane Werther)
lunedì 26 dicembre 2011
lunedì 8 agosto 2011
sabato 19 marzo 2011
Discorso del 1960...
(Kennedy)
giovedì 17 marzo 2011
Odiare per autodifesa
ma se fossi stato più forte
non avrei mai usato tale arma."
(K. Gibran)
La vita è una processione
chi è di passo lento la trova troppo veloce e si fa da parte,
chi è di passo veloce la trova troppo lenta e si fa da parte."
( K. Gibran)
giovedì 25 marzo 2010
...la predisposizione mentale
gli esseri umani...si dividono in sterminatori e sterminati, con i primi che predominano, in qualunque momento. La forza di volonta è inutile in mancanza di un senso di orientamento.
...La predisposizione mentale, comunque, è tutto.
Se è quella giusta, si può far festa in modo molto soddisfacente anche da soli."
(tratto da La libreria, di P. Fitzgerald)
Pagare i propri debiti
domenica 21 marzo 2010
Arroganza e orgoglio
Dei Sette Vizi Capitali, l'Orgoglio è il peggiore. Rabbia, Avarizia, Invidia, Lussuria, Accidia, Gola – riguardano il rapporto degli uomini tra di loro e con il resto del mondo. L'Orgoglio, invece, è assoluto. È la rappresentazione della relazione soggettiva che una persona intrattiene con se stessa. Quindi, tra tutti, è il più mortale. L'Orgoglio non ha bisogno di un oggetto di cui essere orgogliosi. È narcisismo portato all'estremo. (Philip K. Dick)sabato 20 febbraio 2010
Rischiare....
di sembrare idioti.
Piangere è rischiare
di sembrare sentimentali.
Soccorere qualcuno
è rischiare d’impegnarsi.
Manifestare i propri sentimenti
è rischiare d’essere incompresi.
Amare è rischiare
di non essere corrisposti.
Sperare è rischiare d’illudersi.
Provare è rischiare di fallire.
Chi non rischia niente,
non fa niente, non ha niente,
non è niente."
(Mpumalanga, South Africa)domenica 7 febbraio 2010
Vittorio?
"Vittorio: “Dipingevo come un pazzo, per nascondere i dubbi che avevo. E più dubbi avevo più dipingevo come un pazzo. Tagliavo fuori tutto il resto, cercavo di non pensarci. I problemi di Nina e la mia infelicità di fondo, la mancanza di senso nei rapporti che avevo. Il mio lavoro era diventato una specie di anestetico locale, mi permetteva di vivere senza sentire niente nella regione del cuore e dell’anima. Mi permetteva di dimenticare tutte le questioni aperte della mia vita, e in più sembrava che il mondo me ne fosse grato. Erano tutti lì a dirmi quanto erano importanti i miei quadri, come se dipingessi per il bene dell’umanità, invece che per me stesso”…”Sottraevo attenzione alla mia anima e la convogliavo tutta nel lavoro. In certi periodi non me ne restava nemmeno più per fare una telefonata a Nina la sera o passare a trovare un amico. Ogni giorno mettevo in moto tutte le mie forze, e le obbligavo a restare nel campo della tela, no? Poi appena si esauriva l’onda di adrenalina, mi guardavo intorno e c’era il vuoto. La mia vita era trascurata come un prato senz’acqua, come dice il guru. Non c’era niente, al fondo. Non avevo costruito niente, non avevo coltivato niente, non avevo dato niente di me alle persone che mi erano vicine. Ero una specie di fantasma, Uto. Quando me ne rendevo conto mi venivano delle crisi di depressione terribili…”
…Marianne dice: “Era così preso da sé e dal suo lavoro, non riusciva mai a trovare abbastanza tempo per me e per Jeff. O per Nina. Se cercavo di farglielo capire s’infuriava, dava la colpa a me. Diceva che volevo mettere in competizione mio figlio con sua figlia. Che ero gelosa e immatura e fissata. Che ero pazza, anche. Che lui aveva bisogno di essere libero e io cercavo solo di imprigionarlo. Mi faceva disperare, mi sentivo così avvilita e umiliata. Ha sempre avuto quest’energia incredibile solo che la riversava tutta nella pittura….”
Vittorio: “ (Arrivare) a capire che è un lavoro, essere felici. È una costruzione. Devi mettere giù tavola per tavola e chiodo per chiodo, e controllare di continuo che tutto sia a posto e tenere spalato tutt’intorno. Ci vuole un sacco di manutenzione, Uto. Anche solo per stare insieme tra un uomo e una donna. È un lavoro. All’inizio ti sembra proprio il contrario, ti sembra tutto istinto e caso, una specie di dono della fortuna. Invece non è facile per niente. Se non cominci a lavorarci subito, va tutto in pezzi prima ancora che tu te ne accorga. Se non cominci a rovesciarci tutta l’attenzione la cura e il tempo e l’energia e l’immaginazione che hai. Io me ne sono reso conto tardi, ma è così.”"
(tratto da Uto, di A. De Carlo)
lunedì 28 dicembre 2009
venerdì 11 dicembre 2009
E' proibito
alzarsi un giorno senza sapere cosa fare,
aver paura dei propri ricordi.
E' proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per ciò che credi,
abbandonare tutto per paura,
non trasformare in realtà i tuoi sogni.
permettere che qualcuno paghi per il tuo malumore.
E' proibito lasciare i tuoi amici,
non tentare di comprendere ciò che si ha vissuto assieme,
chiamarli solo nel momento del bisogno.
fingere davanti alle persone di cui non ti importa,
essere gentili solo perchè gli altri si ricordino di te,
dimenticarti della gente che ti vuole bene.
E' proibito non fare le cose per te stesso,
non credere in Dio e costruire il tuo destino,
aver paura della vita e di ciò che ti chiede,
non vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo respiro.
dimenticare i suoi occhi, il suo sorriso, tutto
solo perchè i vostri cammini si sono lasciati,
dimenticare il passato e pagarlo con il presente.
E' proibito non tentare di comprendere le persone,
pensare che la loro vita valga più della tua,
non sapere che ognuno ha il suo cammino.
smettere di ringraziare Dio per la tua vita,
non comprendere ciò che la vita ti dà,
pure se lo prende.
E' proibito non cercare la tua felicità,
non vivere la tua vita con attitudine positiva,
non comprendere che possiamo essere migliori,
non sentire che senza di te questo mondo non sarebbe uguale.
(P. Neruda)
"Parlaci della libertà"
...E se vorrete privare il despota del trono, badate prima di distruggere il trono eretto dentro di voi; poichè come può un tiranno dominare umini liberi e fieri, se non a causa di un dispotismo nella loro stessa libertà e di una vergogna nel loro stesso orgoglio?
Se è una preoccupazione che vorrete gettar via, quella preoccupazione è stata scelta da voi piuttosto che impostavi.
E se è una paura che vorrete disperdere, la sede di quella paura è nel vostro cuore e non nella mano della persona temuta..."
(da Il profeta, di K. Gibran)
mercoledì 9 dicembre 2009
Gioia e dolore
Quando siete felici guardate nelle profondità del vostro cuore e scoprirete che ciò che ora vi sta dando gioia è soltanto ciò che prima vi ha dato dispiacere. Quando siete adolorati guardate nuovamente al vostro cuore e vedrete che in verità voi state piangendo per ciò che prima era la vostra delizia. Alcuni di voi dicono: "La gioia è superiore al dolore" e altri dicono: " No il dolore è superiore". Ma io vi dico che essi sono inseparabili...."
(da Il Profeta, di K. Gibran)


